Il Falò in Galleria, resoconto di Pina Gurrieri

Periferia In Con Tra : “La tradizione del Falò di Sant’Antonio”

Siamo in Galleria Vittorio Emanuele II nello spazio del Comune di Milano, l’Urban Center.

Oggi12 gennaio vi si tiene una conferenza sul tema dell’ambiente periferico e delle sue potenzialità socio-culturali.

L’incontro è coordinato da Walter Cherubini, che fa un’introduzione, esponendo il fattore comune delle periferie, “Quelli che arrivano dopo”.

Presenta il Falò di Sant’Antonio come iniziativa allo scopo di preservare la campagna e le sue tradizioni.

L’argomento è sviluppato da Riccardo Tammaro della Fondazione Milano Policroma, il quale sottolinea che le Cascine rappresentano un legame tra passato e futuro.

Il Progetto “AgriCultura” nasce per un’opera di conoscenza e per portare la cultura nelle Cascine, di cui i libri ci vogliono narrare la storia. La Cascina lombarda era un modello di convivenza e di condivisione di valori ed attraverso il Falò se ne rinnova la memoria.

Continua nella trattazione della tematica Antonio Vettese, Direttore del Consorzio DAM “Distretto Agricolo Milanese”, che si propone di conservare terreno coltivabile per la città, mantenendo il patrimonio culturale. Secondo lui la Cascina ha cambiato percezione, immagine, quando si è smesso di considerarla unicamente come strumento di produzione del reddito. Durante Expo quasi tutte le Cascine abitate dai coltivatori, accoglieranno i visitatori con la vendita di prodotti a chilometro zero.

Il panorama viene ulteriormente ampliato da Gianni Bianchi, Presidente dell’Associazione Amici Cascina Linterno. Egli afferma che la Linterno è solo un piccolo punto nel panorama milanese ma di grande valore storico ed umano. Il primo slogan degli “Amici” fu quello di “Portare la Cascina nel quartiere e il quartiere nella Cascina” con eventi, dibattiti, visite guidate al Parco delle Cave, mostre e momenti di aggregazione che ancora coinvolgono piacevolmente gli abitanti della Zona 7. L’azione ha dato buoni frutti: attualmente la Cascina è infatti oggetto di un innovativo progetto di consolidamento, di messa in sicurezza e di restauro conservativo redatto da Politecnico e finanziato da Fondazione Cariplo e da un operatore privato con la supervisione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano.

Bianchi spiega che il falò era un segno importante di passaggio dall’inverno alla primavera, dal buio alla luce, dalla stagione del letargo a quella del risveglio.

L’edizione di quest’anno verrà dedicata ad Alma Brioschi, Mariella Borasio, Pierino Benaglia e Ferruccio Vanzù.

Quest’ultimo aveva ideato anni fa il metodo del “falò scientifico”, pensile, dove la catasta è costruita su una piattaforma aerea a quattro entrate, sotto la quale l’aria può affluire per un’ottimale combustione del legname soprastante.

Gianni Bianchi legge poi un brano di Emma Grillo che ricorda Ferruccio non solo per l’intelligenza, ma anche per la simpatia e l’autoironia. Bianchi conclude l’intervento precisando che quest’anno al Falò della Linterno non ci saranno, per precisa scelta dell’Associazione, i caratteristici balli popolari ed il ristoro caldo in segno di protesta contro incendi dolosi ed atti vandalici compiuti da teppistelli nel Parco delle Cave e soprattutto con preoccupante frequenza (ben 5 in soli due mesi) nell’area prospiciente la Cascina.

Poco prima delle 19 è il momento degli applausi e dei saluti.

Ogni relatore ha partecipato, comunicando l’esperienza e la competenza nel settore, suscitando vivo interesse nei presenti.

Pina Gurrieri

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